Scattare una foto è diventata una delle azioni più comuni della nostra vita quotidiana. La lista della spesa, gli orari di un ristorante o il posto dove abbiamo parcheggiato sono alcune delle cose che immortaliamo con il cellulare senza darci troppo peso, se non per la loro utilità futura.
Ma un paio di secoli fa, immortalare la realtà in un’immagine era una cosa a metà tra la fantascienza e la magia nera… finché un catalano, Ramón Alabern i Moles, portò da Parigi la prima macchina fotografica dagherrotipica e «fotografò» il Pla de Palau. Fu così che, un 10 novembre del 1839, venne scattata la prima fotografia della storia della Spagna.
Il dagherrotipo originale è andato perduto, ma sappiamo che ci vollero circa 20 minuti per sviluppare l’immagine, che fu scattata dalla facciata di un edificio e che nell’immagine comparivano la Casa Xifré e il Palazzo della Lonja del Mar. E dopo aver scattato la foto, la lastra fu messa in palio tra i presenti.

Pla de Palau, da centro politico a meta turistica
Quello che invece è rimasto è la storia del Pla de Palau e di come uno dei punti strategici del commercio e dell’economia di Barcellona abbia perso poco a poco la sua importanza.
Fino alla demolizione delle mura della città, tra il 1854 e il 1860, il Pla de Palau era una delle zone più ricche ed esclusive. In questa zona si concentravano il potere militare, l’aristocrazia, il mercato portuale e le dogane.
Nel corso del XIX secolo in questa piazza furono costruiti luoghi iconici come le case di Xifré, la Fontana del Genio Catalano (che celebrava il progresso industriale) e gli emblematici lampioni di Gaudí. Ma nel 1875, con l’incendio e la successiva demolizione del Palazzo Reale, la piazza iniziò a perdere la sua importanza economica.
Con il consolidamento della Via Laietana e lo spostamento dell’attività economica, la piazza smise di essere il motore politico e militare per diventare un angolo di valore storico e monumentale di Ciutat Vella. Oggi mantiene il suo valore patrimoniale e ricorda il suo passato con una targa commemorativa del giorno in cui fu scattata la famosa fotografia, ma funge da spazio di passaggio incentrato sul turismo e la ristorazione.