Superata la sbornia dei Re Magi e con il freddo che stringe gli angoli dell’Eixample, Barcellona non resta a casa. Come da tradizione ormai da decenni, il quartiere di Sant Antoni dà il via all’anno festivo della città. Non è una festa qualsiasi: è il momento in cui l’asfalto si riempie di cavalli, le bestie di fuoco escono a passeggiare e la satira di quartiere ricorda che, al di là dell’atteggiamento ostentato dei nuovi locali alla moda, qui continua a pulsare un quartiere con una memoria.
Dal 16 al 25 gennaio, la zona si trasforma in un palcoscenico all’aperto con un programma che quest’anno è particolarmente ricco. Con oltre 140 attività gratuite, la Festa Major de Sant Antoni 2026 riesce a raggiungere quell’equilibrio quasi impossibile tra ciò che dicono i libri di storia e ciò che il corpo richiede oggi: dalla benedizione degli animali domestici alle gincane in bicicletta.
I Tres Tombs e il polso della tradizione
Il cuore di queste feste rimane, senza dubbio, la sfilata di Els Tres Tombs. Domenica 18 gennaio, il centro di Barcellona si fermerà per vedere passare le carrozze e i cavalli in onore di Sant Antoni Abat, patrono degli animali. È quell’immagine senza tempo che attraversa il quartiere fino a raggiungere la piazza di Sant Jaume e che si affianca alla tradizionale benedizione degli animali domestici. Se hai un cane, un gatto o anche una tartaruga che ha voglia di socializzare, è il momento di avvicinarsi per ricevere la protezione del santo.
Ma la tradizione di Sant Antoni non è qualcosa di statico. Quest’anno, gli amanti delle immagini festive sono fortunati, perché vengono presentati i nuovi costumi dei Giganti delle Colonie Jordi Turull. Insieme a loro, i già mitici Tonet e Rita torneranno a ballare al mercato, dimostrando che i giganti con lo zaino e il seguito festoso sono i veri re della strada.
Agenda degli eventi imperdibili
Per non perderti tra tanti eventi, ecco i punti chiave che dovresti segnare in rosso sul tuo calendario:
- Venerdì 16 gennaio – Sfilata di apertura: il via ufficiale con giganti, bestie festive e tabalers per le strade del quartiere.
- Sabato 17 gennaio – Habaneras e Ron Cremat: il sapore del mare arriva nella piazza del Mercat de Sant Antoni con il tradizionale concerto e il rum bruciato.
- Domenica 18 gennaio – Benedizione degli animali ed Els Tres Tombs: Mattinata dedicata agli animali e pomeriggio con carrozze storiche che attraversano il centro fino a Sant Jaume.
- Mercoledì 21 gennaio – Ballades de Gegants: Tonet, Rita e i giganti con lo zaino conquistano il Mercato di Sant Antoni.
- Venerdì 23 gennaio – Gincana in bicicletta: percorso per famiglie attraverso i luoghi storici (è necessaria la prenotazione).
- Sabato 24 gennaio – Concerto Joven: dalle 21:00, musica dal vivo nei Jardinets de l’Alguer.
- Domenica 25 gennaio – Versots e Correfoc: alle 19:45 inizia la satira pungente dei diavoli e alle 20:15 esplode il fuoco finale con la Porca.
Fuoco, musica e critica locale
Se cerchi qualcosa di più in termini di decibel e adrenalina, la parte finale dei festeggiamenti fa proprio al caso tuo. Sabato 24 gennaio, i Jardinets de l’Alguer diventeranno l’epicentro musicale con il concerto per i giovani, una scommessa sulle band emergenti e sul talento locale che promette di scaldare la notte.
Tuttavia, il piatto forte arriva domenica 25 per chiudere l’edizione in grande stile. Prima che il fuoco invada le strade, i Diables de Sant Antoni punteranno il dito sull’attualità con i loro Versots Diabòlics. È il momento della satira pura, dove nessuno viene risparmiato e si passa in rassegna il bene e il male dell’anno nel quartiere. Subito dopo, la Porca, la bestia di fuoco del quartiere, guiderà un Correfoc che tingerà di rosso il percorso tra Tamarit, Rocafort e Floridablanca, mettendo il sigillo d’oro a dieci giorni di intensa vita di quartiere.
Un quartiere ricco di storia
Per capire la grandezza di questa festa, bisogna ricordare che Sant Antoni non è solo una fermata della metropolitana o un bel mercato. Il quartiere è nato intorno a una delle porte principali delle mura di Barcellona, e quello spirito di accoglienza è rimasto intatto. Secondo gli archivi storici della città, la festa di Sant Antoni è stata storicamente una delle più frequentate grazie al suo legame con la corporazione dei mulattieri, che oggi sopravvive in modo simbolico ma con lo stesso orgoglio di appartenenza.