Il rumore incessante delle ruote delle valigie sulle piastrelle del pianerottolo è diventato la colonna sonora indesiderata di molte scale della città. Per riportare la calma tra i residenti, il Comune di Barcellona ha deciso di dare una accelerata e ampliare gli aiuti economici destinati ai condomini che decidono di vietare espressamente l’allestimento di appartamenti turistici nei propri edifici.
L’iniziativa, lanciata lo scorso febbraio, ha superato di gran lunga le aspettative iniziali, raccogliendo più di ottanta richieste. Visto questo riscontro, il Comune ha stanziato ulteriori fondi per il progetto, prorogando il termine per presentare la documentazione fino al 31 dicembre, con l’obiettivo di aiutare a coprire i costi burocratici legati alla modifica dei regolamenti interni di ogni edificio.
Fino a 2.500 euro per proteggere le scale
La sorpresa per il volume delle richieste ha fatto sì che il budget comunale per questa voce passasse dai 56.000 euro iniziali a ben 256.000 euro. Questo fondo è pensato per coprire fino alla metà delle spese di gestione, notarili, di registrazione e degli onorari professionali che comporta una modifica dello statuto.
In pratica, i condomini possono ricevere fino a 1.500 euro se si tratta di modificare un regolamento già esistente, e fino a 2.500 euro nel caso in cui i residenti debbano redigere e creare uno statuto da zero.
L’orizzonte del 2028
Questo salvagente economico nasce da un accordo a tre tra il Comune, l’Ordine degli Amministratori di Condominio di Barcellona-Lleida e la Camera della Proprietà Urbana. La misura è un ulteriore passo avanti nel piano annunciato dal sindaco Jaume Collboni, il cui obiettivo è smettere di rinnovare le licenze per sradicare gli alloggi turistici dalla città entro il 2028.
Il Comune raccomanda vivamente ai condomini di chiudere la porta a questa attività tramite i propri regolamenti interni. In questo modo, si prevengono possibili battaglie legali o ricorsi contro il futuro divieto comunale. Detto questo, è bene ricordare una sfumatura essenziale: questa modifica dello statuto serve a bloccare la nascita di nuovi appartamenti, ma non permette di espellere quelli che attualmente operano già legalmente.
I requisiti per fare il grande passo
Per accedere a questa iniezione economica, i condomini devono adempiere ai requisiti formali. Non basta un accordo verbale; è obbligatorio modificare lo statuto per includere un divieto esplicito dell’uso turistico o di attività economiche negli alloggi.
Inoltre, il testo deve includere una clausola specifica approvata dalla Cambra e dal Col·legi. Infine, affinché il nuovo regolamento abbia validità effettiva nei confronti di terzi, dovrà essere iscritto nel registro e diventare un atto pubblico. Come ultimo requisito, indispensabile in qualsiasi procedura pubblica, il condominio dovrà essere completamente in regola con il pagamento delle tasse.