Barcellona sta vivendo oggi le ore più critiche della tempesta Harry, un fenomeno meteorologico che ha messo a dura prova la resistenza del suo litorale. Quello che era iniziato come un fine settimana di piogge persistenti è diventato martedì una situazione di emergenza ufficiale. Il Comune di Barcellona ha attivato il massimo livello di allerta per il maltempo in mare dopo che sono state registrate onde che hanno raggiunto picchi di 7 metri di altezza, costringendo la Guardia Urbana e la Polizia Portuale a chiudere tutti gli accessi alle spiagge, dalla Barceloneta alla zona dei bagni del Fòrum.
La gravità della tempesta non si misura solo dall’altezza dell’acqua. Secondo i dati del Servei Meteorològic de Catalunya (Meteocat), che mantiene l’allerta a livello 5 su 6, le raffiche di vento sulla costa della città hanno raggiunto i 78 km/h. Questa combinazione di forte moto ondoso da levante e vento gregale ha generato una mareggiata ciclonica che fa penetrare l’acqua con molta più forza nella terraferma, mettendo a rischio le infrastrutture chiave dei lungomare e costringendo alla cancellazione dei servizi di trasporto, come le rotte marittime che collegano Barcellona alle Baleari.
Il dramma ambientale: la fragilità della sabbia di Barcellona
Al di là dello spettacolo delle onde che si infrangono sulle dighe, il vero impatto di Harry si sente sotto i piedi. Gli esperti dell’Institut de Ciències del Mar (ICM-CSIC) avvertono che questo tipo di tempeste estreme sono letali per il litorale di Barcellona, che già soffre di una regressione cronica di circa 30.000 metri cubi di sabbia all’anno. Durante la giornata di oggi, la forza delle correnti potrebbe aver spostato in poche ore l’equivalente di mesi di erosione naturale, lasciando spiagge come Sant Sebastià o Nova Mar Bella in una situazione di estrema vulnerabilità.
La gestione di questa crisi è complicata dalla mancanza di rifornimenti esterni che il litorale di Barcellona subisce da anni. Mentre il Comune e il Ministero della Transizione Ecologica stanno elaborando progetti di rigenerazione strutturale, tempeste come Harry ricordano l’urgenza di queste misure. In alcuni punti critici della costa catalana, come a Badalona, l’acqua ha già causato danni visibili all’arredo urbano e ha coperto praticamente tutta la superficie sabbiosa, uno scenario che si ripete in diversi tratti del litorale della capitale.
Raccomandazioni ed evoluzione della tempesta
La Protezione Civile è stata categorica nelle sue comunicazioni: bisogna evitare qualsiasi spostamento non necessario in prima linea sul mare e, in nessun caso, oltrepassare i perimetri di sicurezza per scattare foto o praticare sport acquatici. La situazione di alto pericolo rimarrà attiva per gran parte della giornata di martedì, con la previsione che l’intensità della tempesta inizi a diminuire gradualmente a partire da mercoledì.
Fino ad allora, i servizi di emergenza rimangono in allerta, avendo già risposto a più di un centinaio di segnalazioni relative al vento e alla pioggia nella regione del Barcelonès. La priorità ora, oltre alla pulizia dei sedimenti e dei detriti marini, sarà valutare se le difese costiere hanno resistito all’impatto di una delle tempeste più violente che si ricordino in questo inizio del 2026.