Aggiornamento del 22 gennaio: la mobilità continua a essere complicata in Catalogna il 22 gennaio, con il servizio Rodalies ancora completamente sospeso e un’interruzione maggiore sulla AP-7 in direzione sud da Martorell, per cui si raccomanda ai lavoratori di evitare spostamenti non necessari.
Spostarsi oggi a Barcellona e nella sua area metropolitana è diventato un vero incubo. Il blocco totale del servizio Rodalies non solo ha lasciato i binari vuoti e le fermate degli autobus con code infinite, ma ha anche portato il problema direttamente negli uffici e nei posti di lavoro. La grande domanda che oggi aleggia nelle chat aziendali è chiara: cosa succede se non riesco ad arrivare? E, soprattutto, dovrò recuperare il tempo perso?
Vi raccontiamo qual è la situazione e quali sono i diritti dei lavoratori catalani in una giornata come questa.
Dobbiamo recuperare le ore che “perdiamo” oggi perché non possiamo andare al lavoro?
La risposta ufficiale dell’associazione dei datori di lavoro Foment del Treball non lascia molto spazio ai dubbi. Come ha spiegato Yesika Aguilar, direttrice delle relazioni industriali dell’ente, i dipendenti che non riescono a recarsi al lavoro devono negoziare con l’azienda come recuperare quelle ore di lavoro.
Anche se l’assenza è considerata giustificata se davvero non ci sono alternative di trasporto ragionevoli, Foment sostiene che il permesso retribuito di quattro giorni attivato dopo la recente DANA non si applica automaticamente in questo caso di Rodalies.
Rodalies ha rilasciato un certificato ufficiale dopo il caos ferroviario di mercoledì e giovedì a Barcellona.
Il telelavoro come grande alleato della giornata
Di fronte al caos sulle rotaie, la raccomandazione che arriva sia dalle istituzioni che dalle associazioni dei piccoli e medi imprenditori è la stessa: accendere il computer a casa. Antoni Cañete, presidente di PIMEC, ha esortato le PMI a facilitare il telelavoro o a rendere più flessibili gli orari di lavoro affinché l’impatto economico del guasto sia il più contenuto possibile. Sulla stessa linea si è espressa Protecció Civil, ricordando che, in giorni in cui la mobilità è un rompicapo, è meglio evitare spostamenti non necessari e dare priorità alla sicurezza.
Tuttavia, non tutto è così semplice come aprire il portatile. Sindacati come CCOO ricordano che, secondo lo Statuto dei Lavoratori, se un dipendente non può accedere al proprio posto di lavoro per cause di forza maggiore o raccomandazioni delle autorità, lo stipendio non dovrebbe essere influenzato. Il problema sta nei dettagli, perché mentre la legge protegge lo stipendio, l’obbligo di recuperare quel tempo è soggetto all’interpretazione e al “dialogo e alla flessibilità” tra capo e dipendente che chiedono i datori di lavoro.
Cosa fare se rimani bloccato sulla banchina
Se sei uno di quelli che sono rimasti a guardare gli schermi neri della stazione, la prima cosa da fare è tutelarti. Gli esperti di diritto del lavoro consigliano di comunicare l’incidente per iscritto all’azienda il prima possibile, anche se si tratta solo di un ritardo. Nel caso di lavori essenziali o di posti di lavoro che richiedono la presenza fisica, la situazione è più rigida: è obbligatorio rimanere oltre il turno solo se lasciare il posto di lavoro comporta un rischio per la sicurezza delle strutture o delle persone.
Per il resto, la giornata di oggi si presenta come un esercizio di pazienza e negoziazione. Tra autobus alternativi affollati e strade bloccate, la realtà è che l’impatto sulla produttività è inevitabile e la gestione di questo imprevisto dipenderà, in ultima analisi, dalla buona volontà e dalla capacità di ogni azienda di adattarsi a una Barcellona che oggi, dal punto di vista ferroviario, ha chiuso i battenti.