Il solito silenzio del massiccio di Les Gavarres è stato rotto in questi giorni dal rombo dei camion antincendio e dal battito preoccupato degli abitanti del Baix Empordà e del Gironès. Al 6 luglio,l’incendio boschivo che sta colpendo questo polmone verde è attualmente stabilizzato per il 70% del suo perimetro, ma il 30% delle fiamme è ancora attivo. I vigili del fuoco continuano a lavorare senza sosta sul posto, dato che il rischio di riaccensione e le alte temperature hanno impedito di dichiarare l’incendio definitivamente sotto controllo questa domenica.
Finora, le fiamme hanno interessato circa 2.300 ettari all’interno di un perimetro di circa 40 chilometri, causando dieci feriti lievi e otto case completamente distrutte dal fuoco. Anche se il Governo ha già revocato il confinamento nei due comuni colpiti, la situazione rimane in fase di emergenza secondo il piano INFOCAT e l’accesso al massiccio è stato completamente vietato per motivi di sicurezza.
Strade chiuse e focolai attivi
La viabilità nei dintorni di Les Gavarres è fortemente condizionata dall’evoluzione dell’incendio. Se devi prendere l’auto, tieni presenteche la strada GI-660 tra La Bisbal d’Empordà e Calonge, così come la GIV-6612 tra Santa Cristina d’Aro e Calonge, sono completamente chiuse al traffico. Inoltre, l’accesso all’interno dell’area interessata rimane limitato e l’ingresso è consentito solo in casi molto specifici e sempre scortati da pattuglie di polizia.
Le squadre di emergenza continuano a tenere d’occhio il fianco sinistro nella zona di Mont-ras e La Bisbal, e anche il fianco destro, dove l’impatto del vento di mare potrebbe complicare la situazione da un momento all’altro.
Evitare il “turismo degli incendi”
In momenti di incertezza, il modo migliore per dare una mano è, proprio, non essere lì. Le autorità sono state molto chiare al riguardo e chiedono di «non fare turismo dell’incendio ed evitare di recarsi nella zona per non ostacolare i servizi di emergenza».
Non c’è nessuna campagna di donazioni aperta al pubblico né si cercano volontari tra la popolazione in generale: il lavoro sul campo è già coordinato minuziosamente tra vigili del fuoco, UME, ADF, Mossos e i gruppi di volontari organizzati. Per collaborare con l’operazione, la cosa più efficace è rispettare le restrizioni e chiamare il 112 solo in caso di una nuova emergenza.
Disposizioni essenziali e restrizioni di livello 4
A causa dell’estrema pericolosità di incendi boschivi, è stato attivato il livello 4 del Piano Alfa — il massimo livello di prevenzione stabilito dagli Agents Rurals — in 20 comuni della zona. Questa misura straordinaria limita l’accesso e lo svolgimento di attività ricreative in tutte le aree boschive e comporta il rigoroso rispetto delle seguenti disposizioni:
Sospensione dei roghi: vengono temporaneamente revocate tutte le autorizzazioni concesse per la combustione di stoppie, residui di potatura, scarti forestali e pascoli permanenti.
- Divieto totale di accendere fuochi: non è consentito accendere fuochi in nessun tipo di spazio aperto, comprese le aree di sosta lungo le strade, le zone ricreative e i campeggi (anche se attrezzati a tale scopo).
- Restrizioni sull’uso di macchinari: È vietato utilizzare macchinari e attrezzature nei boschi e nelle aree rurali a meno di 500 metri dalla zona boschiva che possano generare scintille, deflagrazioni o scariche elettriche (salvo autorizzazione o interventi di spegnimento).
- Strumenti a rischio: non è consentito l’uso di cannelli, seghe circolari e utensili simili a meno di 400 metri dal territorio boschivo.
- Fuochi d’artificio e rifiuti: È assolutamente vietato introdurre o utilizzare materiale pirotecnico, così come lanciare o abbandonare oggetti in fiamme o qualsiasi materiale che possa provocare un incendio.