A Barcellona ogni notte dormono per strada più di 2.000 persone, e questo rifugio offre da 40 anni servizi diurni di base a chi non ha un posto dove dormire la notte.
Tra la bellezza modernista e il trambusto delle sue strade, a Barcellona spesso passiamo oltre, con lo sguardo fisso sulla nostra destinazione, senza prestare attenzione alle realtà che convivono al nostro fianco. Storie di vita che, per una svolta inaspettata, sono finite sul marciapiede. Come dice Eva, volontaria della fondazione Arrels, «spesso sono persone come te e come me, che hanno avuto un lavoro, che hanno avuto una famiglia».
È una verità scomoda, ma è fondamentale ricordarla. Ed è proprio qui che organizzazioni come Arrels Fundació diventano un faro. Da quasi 40 anni, questa organizzazione non solo offre servizi di base, ma tesse una rete di umanità per restituire dignità alle persone senza fissa dimora, dove un semplice «come stai?» può essere il primo passo per ricominciare.
Un rifugio dove ogni vita conta

Il lavoro di Arrels va ben oltre l’assistenza materiale. Come spiega Eva, i servizi sono, in realtà, «un pretesto per stabilire un legame con la persona». Tutto inizia nello spazio dei «patti», dove i volontari si siedono con ogni persona per ascoltare le sue esigenze. Non si tratta di una formalità per sapere se hanno bisogno di vestiti o prodotti per l’igiene, ma di un momento per entrare in contatto e offrire una conversazione sincera.
Uno dei servizi più importanti è il deposito, uno spazio unico a Barcellona dove le persone possono lasciare i propri effetti personali. Per chi vive per strada, portarsi dietro tutto ciò che possiede è un peso fisico ed emotivo enorme. Qui, tra scaffali pieni di valigie, non si conservano solo oggetti. «Qui ci sono tutte le vite di tutte queste persone. Non sono valigie, sono più che valigie: sono vite», sottolinea Eva.
Il centro diurno è un luogo di respiro. Dispone di un’area relax con lettini, perché «pensa che hanno passato la notte per strada». Offre anche un servizio di guardaroba, dove vengono distribuite donazioni di vestiti e scarpe, lasciando sempre la possibilità di scegliere affinché la persona ritrovi la capacità di decidere. Inoltre, dispone di farmacia, parrucchiere e podologo, cure essenziali per la salute e l’autostima.
L’invito a non distogliere lo sguardo

In una città come Barcellona, dove, secondo il censimento del maggio 2024, circa 2.000 persone dormono all’addiaccio, il lavoro di organizzazioni come Arrels è fondamentale. Ma il vero cambiamento inizia da ciascuno di noi. Inizia con un gesto così semplice e allo stesso tempo così potente come quello di non distogliere lo sguardo.
Il messaggio finale di Eva è un invito all’azione: «Quello che vorrei è che la prossima volta che vedi nel tuo quartiere, nella tua città o ovunque una persona in situazione di strada, la guardi». Guardare, riconoscere l’altro e, se possibile, chiedere come sta. Perché prima di tutto sono persone con una storia che merita la nostra attenzione e il nostro rispetto.