Una vittoria storica. Barcellona ha assistito a una tappa significativa nella lotta per l’edilizia sociale. Dopo anni di denunce e, infine, un clamoroso sciopero degli affitti, il Governo ha annunciato l’acquisizione di un ultimo pacchetto di 1.100 appartamenti, oltre a quelli già acquistati, per garantire un totale di quasi 2.000 alloggi (più di 1.700 secondo le fonti iniziali e più di 1.900 secondo gli ultimi aggiornamenti dell’esecutivo) dalla ex Fondazione La Caixa.
Questa transazione, conclusa a un valore medio di 81.954 euro per appartamento, garantisce che queste proprietà entreranno a far parte dello stock pubblico di affitti a prezzi accessibili su base permanente, evitando così la loro privatizzazione.
Dallo sfratto all’alloggio sociale: i risultati dello sciopero degli affitti
La notizia è un successo clamoroso per le famiglie che vivevano in queste palazzine, molte delle quali costruite con denaro pubblico nell’ambito del regime di edilizia sociale. Il piano originale della Fondazione prevedeva la scadenza del periodo di affitto protetto, che avrebbe permesso l’espulsione di migliaia di inquilini e la vendita delle proprietà al miglior offerente, aggravando il problema degli alloggi in Catalogna.
La vittoria è in gran parte merito del Sindicat de Llogateres, che ha condotto uno dei più importanti scioperi degli affitti degli ultimi anni. Da aprile, 71 famiglie di Sentmenat, Sitges, Banyoles e Palau Solità i Plegamans hanno deciso di non pagare l’affitto, accumulando più di 250.000 euro in un deposito comune come misura di pressione.
Non era la prima volta che i vicini si opponevano alle autorità: dal 2020 avevano denunciato clausole abusive, mancanza di manutenzione e persino la riscossione impropria dell’IBI, portando la società in tribunale in due occasioni.
Quest’ultima acquisizione, culminata nell’acquisto di più di mille case , comprende appartamenti a Barcellona, L’Hospitalet, Terrassa, Sabadell, Mataró, Sant Just Desvern, Sentmenat, Sitges e altri comuni. La pressione non è cessata, poiché di recente le assemblee di quartiere di L’Hospitalet, Barcellona, Terrassa e Lleida hanno approvato l’estensione dello sciopero a dicembre, portando il numero di famiglie in sciopero a un centinaio.
Ora il compito continua. Nonostante i festeggiamenti, gli inquilini si riuniranno in assemblea per decidere i prossimi passi. Le richieste principali, come il ritiro di tutte le cause legali, il rinnovo dei contratti senza clausole abusive e a prezzi accessibili, la corretta manutenzione degli edifici e la restituzione delle somme indebitamente riscosse, rimangono sul tavolo. Tuttavia, questo accordo dimostra una cosa chiara: quando gli inquilini si organizzano e continuano a lottare, si possono ottenere vittorie storiche nella difesa del diritto alla casa.
