Tutti abbiamo quell’amico che ha dovuto lasciare il quartiere in cui ha sempre vissuto perché l’affitto è aumentato più del prezzo dell’olio d’oliva. Non è una tua impressione né una mania persecutoria contro la bolla immobiliare: i dati parlano chiaro. Secondo l’ultimo studio del Centro di Studi Demografici dell’UAB (CED-UAB), la gentrificazione a Barcellona non solo è una realtà consolidata, ma ha anche un epicentro chiaro: la Barceloneta. Il quartiere marinaro per eccellenza è diventato la zona più gentrificata di tutto lo Stato spagnolo.
Questo processo, che suona come una parola moderna ma che in pratica significa che i residenti con meno risorse vengono sostituiti da altri con un potere d’acquisto più elevato (spesso stranieri o nomadi digitali), si è diffuso a macchia d’olio. Quello che prima era esclusivo di Ciutat Vella o dell’Eixample, ora è all’ordine del giorno in luoghi come Sant Antoni, Poble-sec o Sants.
La Barceloneta al limite del collasso
Passeggiare oggi per la Barceloneta significa vedere come il “cuarto de piso” sia passato dall’essere una soluzione abitativa storica a un prodotto di lusso quasi impossibile da sostenere per una famiglia di lavoratori. Le associazioni di quartiere, come quella di l’Òstia, avvertono da tempo: uno di questi piccoli alloggi può arrivare a costare 220.000 euro. Con questi prezzi, la sopravvivenza della comunità locale è appesa a un filo.
Il problema non è solo il prezzo di vendita o di affitto. Lo studio “Come la gentrificazione ha ridefinito le città spagnole” sottolinea che l’arrivo di giovani con studi universitari provenienti da paesi ricchi e la diffusione degli appartamenti turistici hanno creato una tempesta perfetta. La ricetta dei residenti per frenare il colpo è chiara: moratoria sugli affitti ed eliminazione totale degli appartamenti turistici per recuperare il parco immobiliare per chi ci vive davvero.
La mappa della nuova Barcellona
Ma non solo Barceloneta è sotto esame. Se guardiamo la mappa della città, lo studio disegna un’espansione inarrestabile verso quartieri che fino a poco tempo fa conservavano un’essenza più popolare. Gràcia e Poblenou sono diventati le principali calamite per i giovani lavoratori stranieri, mentre zone come la Sagrada Família o Sant Martí iniziano a soffrire degli stessi sintomi di elitarizzazione.
L’indice di gentrificazione usato dai ricercatori è come un termometro che misura tutto, da chi vive da solo al livello di istruzione dei nuovi residenti. E la diagnosi è preoccupante: la perdita di diversità sociale e l’aumento della segregazione stanno cambiando il volto di Barcellona. La sfida ora è per l’amministrazione, che deve trovare il modo di ristrutturare gli edifici e creare alloggi pubblici in zone dove, come nella Barceloneta, non c’è più nemmeno un centimetro di terreno libero per costruire.
